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se dati certi sulla sua origine possono essere rintracciati
su documentazioni collocate intorno al 1200, con la edificazione
del Castrum sulla parte più inattaccabile dell’avvallamento
naturale scelto dai primi abitanti di queste terre, le
prime tracce di insediamento sono fatte risalire all’età
del bronzo.
Le stesse opere murarie ritrovate nell’antico borgo
medioevale ed altre importanti testimonianze archeologiche
portano ad affermare che l’antica rocca edificata
sulla gobba tufacea tutt’ora ben visibile, sia stata
abitata fin dal 1000 a.c.
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| La
presenza di numerose tombe etrusche, violate e saccheggiate
in periodi diversi, e utilizzate in epoche successive
prima come abitazioni e poi come fienili, stalle e ripostigli
per conservare alimenti o per ricoverare animali domestici,
testimoniano come Vallerano fosse integrato nel territorio
che ebbe il nome di Etruria.
Soltanto dopo il 300 a.c. con il passaggio dei Romani
nella Selva Cimina e con la sconfitta degli etruschi nella |
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| battaglia
del Lago di Vadimone, l’intero territorio subì
il dominio di Roma e, in seguito, le incursioni barbariche
con devastazioni e distruzioni, spopolamenti e abbandoni
degli insediamenti abitativi.
Dopo l’ottavo secolo, con l’inizio della nuova
fase storica e la diversa organizzazione del territorio
e con lo svilupparsi del potere della Chiesa e dell’importanza
delle sue proprietà fondiarie, Vallerano entrò
nel Patrimonium Sancti Petri, con l’atto di donazione
che papa Adriano IV fece tra il 1154 e il 1159, e vi rimase
per lungo periodo. Ma non sono mancati passaggi da un
possedimento ad un altro. Così risulta già
una sua sudditanza a Viterbo fin dall’anno 1188,
poi rinnovata nel 1254, esattamente tre anni dopo la promulgazione
dello Statuto di Viterbo. Può quindi presumersi
che è dello stesso periodo lo Statuto di Vallerano
sottoposto a revisione e quindi certificato con firma
autentica dal Duca Orazio Farnese nel 1534 e infine approvata
con bolla apostolica di Paolo III emanata a Viterbo il
19 settembre del 1536.
Prima di questo evento, Vallerano è passato dalle
dipendenze della città di Viterbo, ai Di Vico (1188-1278)
e poi agli Orsini e di nuovo alla città di Viterbo
per ritornare sotto gli Orsini nel 1306. In seguito all’Ospedale
Santo Spirito in Sassia e poi nuovamente sotto lo Stato
Pontificio per essere infeudato a Domenico Ronconi di
Rossano. Intorno al 1500 fu assegnato alla proprietà
della Camera Apostolica per poi passare a Pier Ludovico
Borgia e, infine, ai Farnese fino a quando, con la distruzione
del Ducato di Castro del quale Vallerano, sotto Ranuccio
il Vecchio, entrò a far parte, ritornò nel
possesso dei pontefici intorno al 1785. Nel 1870, infine,
Vallerano entrò a far parte del Regno d’Italia. |