La facciata
consta di due piani sovrapposti. Nel primo si apre il portale,
adorno di colonne ioniche e sormontato da timpano spezzato.
Sopra il grande cornicione sporgente si eleva il secondo piano
che ha nel mezzo un finestrone ai lati del quale vi sono quattro
stemmi.
Il portale,
in legno di noce, è diviso in numerosi scomparti, adorni
di rilievi di figure. Vi sono raffigurate due scene della
vita della Vergine: L'Annunciazione e La Visitazione. Inoltre
S.Vittore a cavallo, protettore di Vallerano, e S.Andrea Apostolo,
titolare della chiesa Collegiata. L'autore è anonimo.
L'interno
è a una navata, con due cappelle per lato. Sono di
uguali dimensioni, adorne di pregevoli stucchi decorativi
secenteschi e di affreschi.
L'Altare
Maggiore è in marmi policromi. Quattro colonne di marmo
nero sostengono un grande timpano spezzato che delimita l'edicola
della Madonna del Ruscello. Dentro l'edicola, rivestita di
marmo, vi è l'immagine della Vergine, affresco di scuola
laziale del sec.XV. E' la Madonna del Miracolo, con il labbro
ancora macchiato del sangue che uscì il 5 luglio 1604,
mentre il pittore valleranese Stefano Menicucci ritoccava
il volto della Vergine.
L'organo
è sicuramente una delle cose più belle e grandiose
del Santuario. Esso risale agli inizi del sec.XVII. La stupenda
cassa in legno di castagno è opera dell'architetto
francese Chainnequiau, eseguita dagli intagliatori
romani Alessandro Vibani e Giovanni Battista
Chiuccia (1643-1644).
La grandiosa
architettura occupa tutta la parete nel transetto di sinistra.
La facciata si compone di cinque scomparti. Uno centrale,
altissimo, è adorno di sculture e, in alto ai lati,
di due stemmi della famiglia Farnese. Sopra questo scomparto
centrale domina, a rilievo, la Madonna con il Bambino, incoronata
da due angeli. E' sormontato da timpano triangolare dove si
trova l'Eterno Padre a rilievo e ai lati due angeli. In alto
svetta la croce.
Ai lati
dello scomparto centrale ve ne sono altri due che non giungono
alla metà della sua altezza.
Gli ultimi
due scomparti esterni sono coronati da piccoli timpani triangolari
e adorni di cherubini.
Ai lati
dell'intera architettura vi sono due elegantissime colonne
tortili, festoni e sovrastanti capitelli. Alle estremità
due raccordi sui quali poggiano altri angeli.
E' certamente
uno dei più monumentali organi che si conoscano e non
teme il confronto con quelli delle più note chiese
di Roma e, forse, d'Italia. Di fronte a quest'organo, sul
muro opposto, vi è un'altra grande tribuna. E' la cantoria,
anch'essa adorna di numerosi rilievi e di angeli musici.
Alla data
precisa della costruzione della cassa (1644), deve necessariamente
coincidere la costruzione di un primo strumento, che già
allora doveva essere di dimensioni notevoli, tenuto conto
dell'imponenza dell'insieme architettonico.
Tra i
dipinti, di qualità notevole, spiccano La Madonna
assunta in cielo di Giovanni Lanfranco (1582-1647),
Estasi di San Carlo Borromeo del Pomarancio
(Cristoforo Roncalli, 1552-1626), l'affresco della parete
della tribuna, raffigurante un miracolo della Vergine, di
Francesco Vandi (1685).
Le cascine,
che ancora oggi fiancheggiano il piazzale, erano botteghe
nelle quali i mercanti depositavano e vendevano le merci.
Le offerte ricevute permisero, nel marzo del 1605, di iniziare
i lavori per la costruzione della chiesa.