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SANTUARIO DELLA MADONNA DEL RUSCELLO
 
 
 
Poco fuori dall'abitato, di fianco alla "strada romana", un breve e largo viale scende al SANTUARIO DELLA MADONNA DEL RUSCELLO.
Il piazzale antistante l'elegante chiesa dei primi del '600, è fiancheggiato da due ordini di antiche botteghe, costruite nel XVII secolo per soddisfare le esigenze dei mercanti in occasione delle importanti fiere che si svolgevano nel luogo.
Le notizie storiche attestano le origini del Santuario.
Nel 1604 il sacerdote di Vallerano, Don Vittore Petrucci, commissionò al pittore valleranese Stefano Menicucci, il restauro del dipinto della Madonna con Bambino, collocato in una piccola cappella in stato di abbandono, situata presso le rive di un ruscello, a 300 metri dalla cittadina. Un fedele cronista dell'epoca, Guidangelo Civelli, narra che il pittore, il 5 luglio 1604, mentre restaurava le screpolature delle labbra della Vergine, ne vide uscire un rivoletto di sangue. Subito si gridò al miracolo e il Vescovo diocesano, Monsignor Andrea Longo, decise di far vigilare il luogo sacro e le offerte elargite dai fedeli, così copiose che si decise di erigere una chiesa dedicata alla Madonna del Ruscello. Oltre alle indulgenze concesse a chi avesse collaborato gratuitamente alla costruzione, il Vescovo nominò una Congregazione composta di dodici membri per 1' amministrazione della Fabbrica. La Congregazione fu legalmente costituita da Papa Paolo V con la Bolla "Solet Apostolicae Sedis", in data 28 settembre 1606, e fu sottoposta allo juspatronato della Comunità di Vallerano.
Presso l'Archivio di Stato di Viterbo è depositato l'Archivio Storico Comunale di Vallerano, di cui l'Archivio della Congregazione della Madonna del Ruscello è una sezione; le trenta buste che lo compongono, dunque una quantità ragguardevole di materiale, contengono essenzialmente la registrazione di donazioni e lasciti a favore della chiesa, ma non sembrano essere utili alla comprensione puntuale della vicenda costruttiva dell'edificio sacro. Altrettanto si può dire dell'Archivio Diocesano a Nepi, dove sono conservate le Visite Pastorali, nelle quali in genere non si riportano descrizioni della consistenza fisica della chiesa.
L'8 marzo 1605 il Vescovo Longo pose la prima pietra recante l'epigrafe "A laude della SS.ma Madonna".
I lavori di scavo per le fondamenta dell'edificio presentarono notevoli difficoltà, dovute alla natura del terreno, friabile e sabbioso e alla presenza di acqua. Il racconto di diversi eventi miracolosi contribuì alla diffusione del culto nel luogo sacro.
II 24 giugno 1606, il Cardinale Odoardo Farnese, duca di Vallerano, visitò personalmente il nascente santuario.
Sotto la direzione di Ascanio Rosso, architetto di casa Farnese, il 10 ottobre 1606, la cappella con l'immagine della Madonna miracolosa venne innalzata,non senza difficoltà tecniche, al livello del pavimento dell'edificio.
Nell'ottobre del 1609 la chiesa era compiuta, ad eccezione della cupola, realizzata, verso il 1620 da Giovanni Maria Benazzini, altro architetto di casa Farnese, e della facciata, di cui non si hanno documenti per una più precisa datazione. Le campane furono benedette nel 1610; il compimento dell'altare maggiore, ad opera dello scultore Domenico Marconi, è del 1627. Papa Innocenze XI, nel 1684, concesse indulgenza plenaria a chi avesse visitato la chiesa e nello stesso anno il Canonico Arcidiacono di S. Pietro, Mons. Mattei, donò una corona aurea alla immagine della Madonna del Ruscello. Il 10 dicembre 1724, il Vescovo Francesco Tendermi consacrò l'edificio e fece collocare una lapide accanto alla porta della chiesa; Papa Benedetto XIII visitò il santuario nel 1725 e concesse indulgenza perpetua, resa quotidiana nel 1790 da Papa Pio VI, avvenimento ricordato nella lapide posta a destra della porta principale.
Dal 1882 fu fondata una società religiosa denominata "Società Madonna del Ruscello" allo scopo di organizzare le celebrazioni più importanti del Santuario, che cadono il 5 luglio in ricorrenza del miracolo e a fine Maggio, quando il percorso della processione Mariana è reso suggestivo dalla "luminaria" del viale, del piazzale e della facciata della chiesa della Madonna del Ruscello. L'interno della chiesa è ad una navata a croce latina, con quattro cappelle laterali ornate da tele, stucchi e marmi. Nella prima cappella entrando a destra è raffigurata la Vergine col Bambino e Santi, nella seconda è collocato un pregevole Crocifisso ligneo. Nella prima cappella di sinistra è dipinta l'Annunciazione e nella successiva, che era la cappella dei Farnese, vi è la tela del Lanfranco "Madonna in gloria con i SS. Giovanni Evangelista e Barbara". Sopra il portale si trova la tela del Pomarancio "Estasi di S. Carlo Borromeo", datata 1611. Le altre superfici della chiesa, la cupola e la tribuna, sono ornate da dipinti di vari autori, tra cui il Menicucci, Sante Vandi, Nazzareno Diotallevi di Ronciglione. Nel 1981 le opere sono state catalogate dalla Dott. Pedrocchi per l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma.
L'altare maggiore, assimilato da alcuni a quello della Chiesa di Santa Maria del Popolo in Roma, ospita la cappellina con l'immagine di Santa Maria del Ruscello, mediante due scalinate si scende nel luogo del miracolo.
Un organo monumentale, del 1643, occupa il transetto di sinistra, di fronte vi è la cantoria. Sia l'organo che la cantoria, in legno di castagno, sono ricchi di intagli e di angeli musici. Gli intagliatori romani Alessandro Vibani e Giovan Battista Chiuccia realizzarono le opere disegnate dall'architetto francese Chinnequiau. Nell'Archivio della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio sono conservati una serie di documenti, dal 1960 in poi, che sollecitano il restauro dell'organo, intervento che ancora oggi si ritiene di notevole urgenza. Il portone ligneo di ingresso, protetto dopo il restauro da un doppio infisso, è riccamente scolpito con scene della vita della Vergine: l'Annunciazione e la Visita a Santa Elisabetta, Sant'Andrea e San Vittore.
L'ampia facciata della chiesa, in peperino con specchiature in laterizio, risulta divisa in due piani, il primo scandito da sei lesene, il secondo da quattro, con capitelli in stile corinzio finemente intagliati; tra i due livelli corre un ricco cornicione, n portale di ingresso è arricchito da due colonne che sostengono il timpano, all'interno del quale in una edicola è posta la statua in marmo bianco della Madonna con il Bambino. Una grande finestra, anch'essa sormontata da un ricco timpano, si apre al centro dell'ordine superiore che ospita anche quattro stemmi in cui ricorrente è il giglio farnesiano; quello in basso a destra raffigura invece San Vittore Martire, giovane Guerriero oriundo della Cilicia e protettore di Vallerano.

Il prospetto si conclude con il timpano, entro il quale è collocato l'altorilievo raffigurante l'Eterno Padre contornato di Angeli e nubi.
Ai lati, sopra le spirali di raccordo tra primo e secondo ordine, sono poste le statue di San Pietro e San Paolo, più in alto due orifiamma e al culmine la Croce.
La facciata e la planimetria del tempio deriverebbero dai disegni dell'architetto Jacopo Barozzi da Vignola, nel senso che il progetto dell'edificio si ispira, come tante altre chiese analoghe, alla chiesa del Gesù di Roma, o meglio e più precisamente, al progetto del Vignola inciso dal Cartaro
nel 1570, dato che la facciata del Gesù fu realizzata, in base alle modifiche apportate da Giacomo Della Porta.
In Santa Maria del Ruscello la proporzione tra largezza e altezza, cioè lo slancio in verticale della facciata, riprende il primo progetto del Vignola, e così pure la definizione dei semplici principi che rendono agevole la lettura del monumento: essenzialità delle linee, superfici piane, profilate, lisce e austere in contrasto con una decorazione molto ricca ma collocata in maniera non confusionaria. La
volontà del Vignola di definire razionalmente le leggi della progettazione, espressa mediante la redazione della "Regola delli cinque ordini di architettura", trova una felice applicazione nella chiesa della Madonna del Ruscello di Vallerano.
Per quanto riguarda i restauri subiti nel tempo dal monumento si desiderano notizie anteriori alla prima metà del XX secolo.
I documenti attestano nel 1955, l'affidamento della revisione delle coperture al Genio Civile di Viterbo; nei primi anni Sessanta fu necessario intervenire con una intercapedine per preservare dall'umidità la cripta.
Nel 1978/79 si procedette al restauro generale della facciata (revisione sistematica del paramento, asportazione di vecchie malte, spazzolatura e lavaggio, rabboccatura e stuccatura dei giunti con malta bastarda e cementizia, piccole tassellature in peperino), al restauro della cupola e di tutte le
coperture, al consolidamento mediante iniezioni di malta cementizia, alla intonacatura dei prospetti laterali e alla ripavimentazione; oltre al ripristino degli infissi, vennero restaurate le campane e installato un nuovo impianto di funzionamento. Circa dieci anni dopo si tentò il recupero della casa
parrocchiale addossata alla chiesa e del giardino annesso al santuario; dopo un altro decennio vennero realizzati i servizi igienici in un locale attiguo all'edificio. Recentemente si è provveduto all'impianto di illumuiazione della facciata.

FONTI
ARCHIVIO Diocesano di Nepi, Sutri e Civitacastellana, Visite Pastorali.

ARCHIVIO di Stato di Viterbo, Archivio Storico Comunale di Vallerano, Notarile (1539 - 1900), Congregazione della Yen. Chiesa della Madonna del Ruscello, opera Pia Madonna del Ruscello.

ARCHIVIO della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio, Vallerano. BARTOLOZZIP.- MIGLIORI S., Tuscia viterbese, II, / Comuni, DEA, Roma, 1968. DOSI R., Santuari Italiani, Calderini, Bologna, 1997.

I FARNESE dalla Tuscia romana alle corti d'Europa, Atti del Convegno, Caprarola 25-26 marzo 1983, Centro studi e ricerche sul territorio farnesiano.

MANFREDI M., Storia della Società Madonna del Ruscello, Vignanello, 1984

MANFREDI M., Vallerano e le Confraternite, Silvestre Chiricozzi, Roma, 1996

MURRAY P., Architettura del Rinascimento, Electa, Milano, 1978.

NISINI S., Cenni storici di Maria SS. Del Ruscello in Vallerano, Tipografia P. Biagiarelli, Vallerano, 1901 (Rist. 2002).

POCINO W., Isantuari mariani del Lazio, Electa, Roma, 2000.

POSCIA L., Vallerano e il suo Tempio alla Madonna del Ruscello, Tipografìa Annesini, Vignanello, 1934 (Rist. 1982).

PROIETTI S., / culti della Madonna del Ruscello di Vallerano, in Lunario Romano, II Lazio in processione, Roma, 1998.

scarica il disegno a fianco

Il santuario del Ruscello. Relazione tecnica